OpenAI e L'Avvocato del Diavolo

Tra l'ambizione dell'AGI e i patti col mercato: come la ricerca della velocità ha consumato la bussola morale dell'azienda.

"C'è una citazione famosa nel finale de *L'Avvocato del Diavolo* che recita: *«La vanità è decisamente il mio peccato preferito»*. Ma nell'ecosistema della Silicon Valley, il vero peccato che corrompe le fondamenta non è la vanità, è la velocità. E nessuno ha stretto un patto faustiano con la velocità in modo così spettacolare quanto OpenAI. L'esodo senza precedenti dei membri originali e le recenti dichiarazioni interne emerse (che dipingono i piani alti molto più propensi agli affari spietati che non all'architettura informatica reale) ci costringono a guardare in faccia la realtà: stiamo assistendo alla pienezza del [[founder-drift]]. Quella che era nata come un'organizzazione no-profit votata a proteggere l'umanità dai rischi dell'Intelligenza Artificiale, è diventata il più aggressivo predatore commerciale della storia del tech. Tutto è iniziato con l'abbandono dei vertici del dipartimento di Superalignment. Ilya Sutskever, Jan Leike e numerosi analisti chiave hanno rassegnato